Suono o Son Desto?
Un viaggio meditativo che tesse una trama attraverso diverse tradizioni.
La voce interpreta canti sacri di differenti culture: raga indiani, poliritmie africane, improvvisazioni, ninne nanne… con un approccio libero e curioso.
Concerto composto ed eseguito da OSKAR BOLDRE
voce, canto difonico, shruti box, zucche d’acqua, tampura e percussioni.
Ascolto meditativo, un viaggio attraverso un colorito e virtuoso uso della voce accompagnato da strumenti inconsueti. Il concerto proposto da Oskar Boldre attinge direttamente dall’energia primordiale dei suoni. Suoni che vibrano… nell’aria … nel corpo… e nell’acqua. Il concerto può essere un invito alla meditazione. Meditazione vissuta dallo stesso musicista come stato necessario per permettere alla "musica" di passare attraverso un corpo che risuona. L’emozione e la visione possono donarci molte più "informazioni" del solo linguaggio parlato; cosicchè il concerto non prevede l’uso della parola. Il "linguaggio" è l’improvvisazione che, come in un viaggio immaginario, attraversa paesaggi per poi soffermarsi e viverene le emozioni. Queste "tappe" sono scandite dagli strumenti che accompagnano la voce. La shruti box e la tampura sono strumenti usati nella musica classica indiana per accompagnare la voce, strumento prediletto che racconta sentimenti, stagioni, colori e stati d’animo. Le zucche d’acqua sono di origine africana e ci riportano al suono della terra, profondo grave e morbido… ci riportano in contatto con le nostre radici ed anche col bambino che c’è in noi… maestro nell’arte di sorprendersi.
